Esaltazione della Croce
Esaltazione della Croce
Storia
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L’esaltazione della Croce e i Santi Elena, Andrea, Nicola da Bari, Silvestro I Papa accompagnato da un chierico e Costantino imperatore.
(deposito della Pinacoteca Nazionale di Bologna)
Olio su tela, 1573, Venezia di Damiano Mazza tra i discepoli di Tiziano
Damiano Mazza (Padova 1550, Venezia 1576)
Damiano Mazza è un artista il cui linguaggio pittorico rivela chiaramente un forte legame con l’ultima stagione creativa di Tiziano, un dato ormai acquisito e per nulla sorprendente da sottolineare. Questo rapporto emerge in modo evidente in alcune delle poche opere attribuite con certezza al suo catalogo: seppur caratterizzate da una certa discontinuità, soprattutto sul piano ideativo, esse testimoniano come Mazza abbia saputo offrire una lettura personale, acuta e immediata, della pittura “a macchie” del grande maestro cadorino. Nonostante ciò, non esistono prove documentarie di un loro rapporto diretto. Anzi, rimane il dubbio che tale legame possa essersi sviluppato nell’ambito di una dinamica di bottega, secondo modalità operative particolari che segnarono soprattutto l’ultimo decennio dell’attività del “vecchissimo” Tiziano. Le fonti, infatti, parlano di un possibile allievo, ma probabilmente per semplificare un quadro molto più complesso. Il biografo Carlo Ridolfi inserisce Mazza tra i “discepoli” del maestro, in un gruppo eterogeneo di collaboratori – inclusi i “forestieri” accolti nella bottega – che però non segue un ordine cronologico lineare, ma piuttosto retrospettivo. In questa sequenza Mazza appare dopo Orazio Vecellio, figlio e stretto collaboratore del Tiziano maturo, e dopo il misterioso Natalino da Murano, pittore senza opere note, ricordato soltanto per attribuzioni incerte o proposte audaci di assegnazione.