Chiesa di Santa Maria in Corte
Chiesa dei Servi
CHIESA DI SANTA MARIA IN CORTE
CHIESA DEI SERVI
Orario di Apertura:
Aperta Mercoledì, Giovedì, Venerdì e Sabato
dalle 9:30 alle 11:30.
Messa solo alla Domenica alle ore 12:00
Contatti:
Telefono: 0541 781268
Email: parrocchia@santagostinorimini.it
Scheda parrocchiale
Sito web: www.santagostinorimini.it
Storia
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A cento metri dal Ponte di Tiberio nel centro storico di Rimini è situata la chiesa dei Servi. La facciata è disposta davanti ad una piccola piazza e il fianco sinistro, fatto di mattoni, corre lungo il Corso d’ Augusto. Il nome della chiesa è riferito ai “Servi di Maria”, un ordine mendicante che si era stabilito in città durante il Medioevo.
Questa chiesa è dedicata alla Madonna fin dalla sua costruzione all’inizio del 1300. Dopo il 1476, quando la festa dell’Immacolata venne introdotta nel calendario liturgico, venne specificata la dedicazione in Madonna Immacolata.
Delle sue origini trecentesche rimane poco, ma al suo interno il barocco si esprime poderoso in tutta la sua forza e bellezza. L’architetto che progettò la chiesa in stile barocco fu il bolognese Gaetano Stegani che si avvalse dell’artista Antonio Trentanove (Rimini, 1745 – Carrara, 1812) scultore e stuccatore italiano di particolare importanza, attivo tra barocco e neoclassicismo.
Per volontà testamentaria del Malatesta “Mastin Vecchio” nel 1312 venne donata una casa con terreno alla Congregazione dei Servi. Il primo edificio religioso fu consacrato nel 1315. La chiesa fu poi ornata lungo i secoli con con affreschi, altari, preziose suppellettili ma nel 1672 un forte terremoto distrusse totalmente la chiesa e danneggiando gravemente anche il convento annesso. Ci volle oltre un secolo per posare la prima pietra e benedire la nuova chiesa. Così l’ 8 dicembre 1774, la nuova chiesa fu nuovamente dedicata “all’ Immacolato Concepimento di Maria Santissima nostra cara madre e singolare padrona di tutti noi suoi servi”. La nuova costruzione aveva però mantenuto la struttura originaria del trecento: ad unica navata, con copertura esterna a capanna e scandita internamente da tre volte a crociera. L’erezione dell’altar maggiore è datata 1793. Oggi la chiesa non è più parrocchia ma è molto visitata per il suo trionfante stile barocco.
Esterno
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Situata nella Piazzetta dei Servi al numero uno la chiesa si estende per il lato sinistro lungo il decumano massimo di Rimini che va dal ponte di Tiberio a Piazza Tre Martiri. La chiesa all’esterno si presenta semplice, realizzata in muratura e con ampie finestre. Il campanile posizionato tra la chiesa e la canonica, è di recente costruzione su progetto dell’ingegnere Giovanni Monti, datato 1885. Alla destra della chiesa vi era il convento dei Servi con un chiostro del 1400, poi restaurato e modificato nel 1758 dall’architetto Stegani. Dopo la soppressione degli ordini religiosi da parte di Napoleone nel 1797, il complesso passò alla Congregazione di Carità. Col passare del tempo si trasformò in orfanotrofio femminile, poi a in scuola convitto professionale per infermieri. Ora è un centro sociale.
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Abside, Presbiterio e Cantoria
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Nell’abside vi è posta la statua della Madonna con il Bambino venerata come Madonna del Rosario (xvi-xvii sec.). In alto al centro della conca absidale risalta:
Il cuore raggiante dell’Addolorata trafitto da sette spade e affiancato da due angioletti adoranti. Altri angioletti nei pennacchi della cupola portano e agitano simboli che esaltano le virtù di Maria: la rosa (simbolo di carità e bellezza), la palma (simbolo di vittoria), l’ulivo (simbolo di pace e di fecondità), il cedro del Libano (simbolo di eternità). Sulla volta della navata vi è un’immagine particolarmente eloquente dell’Immacolata.
Sopra alla porta d’ingresso vi è la cantoria con organo della ditta storica Tamburini del 1920, recentemente restaurato. Questa è sostenuta da sei cariatidi di gusto barocco in stucco realizzati de Antonio Trentanove tra il 1778 e il 1779.





Parte Destra
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Dopo la porta d’ingresso sulla destra vi è posto l’altare di Sant’Agostino con una tela dell’artista Lucio Massari raffigurante la Madonna di Reggio venerata dai Santi Agostino e Monica del 1620.
Di seguito vi è una pala raffigurante l’immacolata in Gloria accolta dal padre eterno commissionata appositamente dalla compagnia romana della Santissima Concezione al pittore marchigiano Pietro Tedeschi nel 1783.
L’ultimo altare più vicino al presbiterio è quello dedicato a San Luca, con una tela di Giovan Battista Costa raffigurante San Luca che ritrae la Madonna con il Bambino del 1744.





Parte Sinistra
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Dopo la porta d’ingresso sulla sinistra si trova l’altare di San Giovanni Battista con una tela di Francesco Albani raffigurante la Madonna col Bambino venerata dai santi Giovanni Battista, Francesco, Filippo Benizzi e Girolamo (1620). A seguire, l’altare del crocefisso con l’immagine cinquecentesca di Cristo in pietà riaffiorata nel 1789 sotto gli intonaci del portico del Comune, dove un tempo esisteva il Monte di Pietà. Vicino al presbiterio vi è l’altare di San Pellegrino Laziosi, con una tela di Gaetano Gandolfi raffigurante la Visione di San Pellegrino Laziosi (1784).





